Come cambia il mercato del cibo naturale

25 Settembre 2017
|
MERCATO

Il mercato dei cibi naturali è sempre meno una nicchia dell’industria alimentare. Una fetta sempre più ampia di consumatori non guarda più soltanto alla funzionalità dei prodotti e, quando fa la spesa, cerca valori come trasparenza, welfare, nutrizione, tutela dell’ambiente.

I prodotti che hanno maggiori possibilità di avere successo sul mercato incontrano la domanda di due specifici gruppi di consumatori che insieme rappresentano il 44% della popolazione statunitense; una quota capace di garantire successo e crescita per i prodotti biologici e naturali. Lo sottolinea un report presentato in occasione del Natural Products Expo East conference di Baltimora da New Hope Network. La prima categoria è quella dei cosiddetti chief health officer (“guardiani della salute”), ovvero i consumatori che leggono le etichette, attenti alle esigenze familiari e impegnati in una vita salutare e rispettosa dell’ambiente. La seconda è quella dei cosiddetti young4ever un segmento che ha un approccio impetuoso verso salute e benessere, con la propensione ad adottare per primo le nuove tendenze e a cambiare marca con impulsività.

La ricerca individua 8 tendenze nel mercato dei cibi naturali con maggiori possibilità di incontrare la soddisfazione dei consumatori. Per realizzare la lista è stato messo a punto un punteggio di mercato predittivo e un punteggio di intenzione di acquisto. I prodotti che hanno ottenuto rispettivamente almeno il 75% per l’indice della previsione di mercato e più del 16% nell’indice di intenzione di acquisto hanno più probabilità di incontrare il favore delle tendenze diffuse tra i clienti.

Aspettative ambientali. I consumatori consapevoli chiedono sempre più trasparenza alle aziende in materia di ambiente e sostenibilità. Soprattutto i più giovani, cresciuti con l’abitudine al riciclo e la preoccupazione per il cambiamento climatico, chiedono alle compagnie di fare di più per l’ambiente e sono attenti a cercare prodotti che rispecchino questi valori.

“Sono clienti pronti a portare le istanze ambientaliste al centro delle loro scelte commerciali – dice Eric Pierce, direttore delle area business della New Hope Network – e possono scegliere o escludere un’azienda a seconda del suo impegno nei confronti dell’ambiente”. I prodotti che hanno più probabilità di avere successo in questa categoria sono quelli che hanno zero emissioni in fase produttiva, packaging biodegradabile, confezioni realizzate con materiale riciclato.

No allo spreco. Come nel caso dell’impatto ambientale le imprese devono fare i conti col tema dello spreco alimentare. Aumenta la richiesta da parte dei consumatori di prodotti innovativi che limitino lo spreco di cibo.  Questa tendenza premia le aziende con prodotti confezionati grazie al recupero degli scarti della lavorazione del cibo, i succhi realizzati con la frutta che agli agricoltori non converrebbe raccogliere o che usano come materie prime frutta e verdura fuori standard che altrimenti verrebbero scartate.

Alimentazione. La crescita della popolazione mondiale che raggiungerà i 10 miliardi di individui entro il 2050 richiederà una produzione di cibo molto maggiore di quella attuale. Ma questa dovrà essere realizzata rispettando il pianeta, facendo fronte alle richieste dei consumatori di usare meno acqua, terreno e altre risorse naturali.
In questa categoria rientrano le produzioni innovative come le alghe, il latte realizzato da proteine vegetali e quelle derivanti da tecniche agricole conservative del terreno e delle risorse idriche.

Economia collaborativa. Un approccio con lo stesso rilievo di quello mirato a preservare l’ambiente riguarda la collaborazione tra i diversi soggetti economici coinvolti nella filiera alimentare. Oltre che soddisfare le richieste che provengono dai consumatori le aziende possono ottenere risultati importanti anche in questo modo.
“Attraverso la collaborazione si può ottenere l’aumento delle superfici coltivate in biologico, migliorare l’accesso al cibo – spiega Pierce – e migliorare il funzionamento sistema cibo in tutti i suoi aspetti”.
Le aziende meglio attrezzate per soddisfare questa tendenza sono quelle che sostengono con una parte dei loro profitti la fauna selvatica, o quelle che si occupano di migliorare le condizioni delle zone dove raccolgono le materie prime o che si avvalgono solo di manodopera locale, oppure quelle che ripiantano le piante che abbattono.

Pasti veloci e pasti pronti. La domanda di snack e pasti veloci è sempre alta tra i consumatori. Ma sono molte le aziende che stanno iniziando a fare in modo che le persone possano consumare pasti caldi, sani e veloci.
Esempi di prodotti che possono essere vincenti in questo caso sono le zuppe biologiche in tazza, piatti pronti da microonde con ingredienti bio, affettati di origine vegetale.

Conoscere i contadini e la filiera . Le aziende più attente alla narrazione dei propri valori da tempo raccontano ai loro clienti quanto più possibile su come sono fatti i loro prodotti: dall’origine delle materie prime, allo stabilimento in cui vengono trasformati, fino a presentargli il contadino che li coltiva. L’idea alla base è connettere i consumatori all’origine del cibo che mangiano nel modo più completo possibile.

Le aziende che si avvantaggiano in questo segmento sono quelle che attraverso le etichette, la comunicazione o i QR code riescono a fornire al consumatore tutte le informazioni possibili sul prodotto.
Rigenerazione. Una delle tendenze emergente è il sostegno all’agricoltura rigenerativa. L’allevamento e l’agricoltura contribuiscono molto alle emissioni di gas serra, al consumo di acqua e di suolo, ma il settore adesso ha la possibilità di mitigare l’impatto negativo attraverso tecniche innovative per il risparmio dell’acqua o la cattura e lo stoccaggio di carbonio nel suolo. Anche se è una tecnica non molto conosciuta tra i consumatori, i prodotti derivati da agricoltura rigenerativa hanno ottenuto riscontri molto positivi nei test effettuati sul campione, a trarre vantaggio da questa tendenza possono essere anche le aziende biodinamiche.

Il brand mirato. Un movimento nato con il commercio equo di caffè e cioccolato si è gradualmente sviluppato fino a comprendere una grande quantità di marchi e aziende che hanno obiettivi sociali dichiarati e traguardi da perseguire attraverso il commercio.  I consumatori adesso tengono in alta considerazione le aziende che garantiscono i valori che condividono.

Tra le migliori performance nel campione, un’azienda che commercializza frutta secca e anacardi e conosce tutti i suoi più piccoli coltivatori ed è capace di tracciare ogni singola frutto. Un punteggio elevato, per concludere, lo ottiene anche un’altra azienda che distribuisce il 90% dei profitti alle comunità locali. Trasparenza e fairtrade.

vincenzo menichella

Tags: , , ,
Banner Content
Credits: Agostini Lab Srl