Cibo bio e meglio se a km zero

16 Aprile 2019
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BIOLOGICO

“Le colture bio contengono in media un contenuto più elevato delle sostanze nutritive principali, rispetto alle colture convenzionali”.

I prodotti da agricoltura biologica apportano benefici nutrizionali superiori a favore della salute cardiovascolare e prevenzione del cancro se provenienti da orti biologici a km zero. Lo sostiene il Report YouFarmer Bio&Salute 2019, nato dalla collaborazione tra la piattaforma di co-farming YouFarmer finalizzata a consentire di avere il proprio orto a km zero coltivato da aziende agricole certificate biologiche e biodinamiche e l’Istituto Ricerche Applicate di Usmate Velate (Monza e Brianza).

I risultati della ricerca, condotta nell’ultimo anno dalla ricercatrice dell’Iss nel dipartimento di oncologia e medicina molecolare Mariantonia Logozzi, hanno quindi confermato, con numeri e percentuali alla mano, che per avere benefici del consumo di cibo bio è fondamentale il km zero. “La conservazione a temperature di +4 gradi per lungo tempo degrada – spiega infatti una nota – i fitonutrienti presenti nelle verdure e importanti vitamine idrosolubili, come la vitamina C, alleata indiscutibile della nostra salute“.

I ricercatori spiegano inoltre nel dettaglio che “le colture bio contengono in media un contenuto più elevato delle sostanze nutritive principali, rispetto alle colture convenzionali. Ad esempio, il contenuto di vitamina C di un frutto o di un ortaggio biologico è il 27% in più, in media, di prodotto coltivato impiegando fertilizzanti e pesticidi”. Infine si suppone che se consumati tutti e cinque gli ortaggi più studiati, in una dieta bio si consumano 89.2 mg di vitamina C contro i 67.9 mg di una dieta convenzionale. Ansa

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Credits: Agostini Lab Srl