Bioreport 2017-2018

31 Gennaio 2019
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BIOLOGICO

L’agricoltura biologica italiana a partire dal 2011, pubblicato il nuovo aggiornamento.

E’ online il BIOREPORT 2017-2018, la pubblicazione che analizza, a partire dal 2011, l’evoluzione dell’agricoltura biologica italiana. Curata dal Crea per il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft), è la fotografia del biologico del boom, ma sono interessanti anche alcuni aspetti.

Il settore biologico italiano continua il suo percorso di consolidamento e rafforzamento come componente del settore agroalimentare nazionale e nello scenario internazionale, il nostro Paese si colloca in sesta posizione – sfiorando i 2 milioni di ettari – per superficie investita e per valore del mercato, nella graduatoria mondiale dei paesi che producono biologico.

Crescono i produttori e soprattutto i trasformatori, a conferma di una struttura produttiva in consolidamento e di un settore più maturo, ma aumentano anche gli importatori, segnale che l’offerta interna non riesce sempre a dare risposte adeguate.

Le aziende agricole biologiche sono in buono stato. Hanno una estensione più che doppia rispetto alla SAU media delle aziende agricole e registrano risultati economici migliori rispetto alle convenzionali. E’ inutile dimenticarlo, ma anche grazie alla robusta dotazione garantita dalle politiche di sviluppo agricolo. Questo emerge chiaramente sia dal bilancio della passata programmazione 2007-2013, sia dalle risorse messe in campo per il 2014-2020.

Ma il bio non ha solo vantaggi, come spesso si insinua per denigrare il settore. Il report accusa le programmazioni regionali, spesso responsabile di una deleteria competizione tra  gli interventi a favore dell’agricoltura biologica e quelli a favore di altre pratiche colturali, che in alcune regioni (o per alcune colture) poi si traduce in un livello di sostegno penalizzante per l’agricoltura biologica.

Bioreport 2017-2018

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Credits: Agostini Lab Srl