La Spagna consolida il suo primato europeo

1 Agosto 2017
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BIOLOGICO

In Europa, il bio parla ancora una volta spagnolo. E’ la Spagna, infatti, la nazione leader nel vecchio continente per agricoltura biologica: lo afferma il ministero dell’Agricoltura e della pesca, alimentazione e ambiente spagnolo, commentando i dati statistici relativi all’anno 2016. Un trend in crescita che va a consolidare il primato nella zona Euro e che colloca il paese iberico tra i primi cinque al mondo. Se nel 2015 le superfici coltivate con il metodo biologico hanno sfiorato i 2 milioni di ettari, nell’anno seguente l’estensione ha registrato un +2,5% che ha portato i terreni a quasi 2.019.000 di ettari.

Di questi la metà è adibita a uso pascolo permanente; un quarto, invece, per la semina e l’altro quarto per le colture permanenti. Nell’ultimo anno di attività produttiva la Spagna ha incremento gli ettari dedicati a cereali, tuberi, verdure, frutta, noci, agrumi e viti. Per quanto riguarda le aziende zootecniche, il ministero  evidenza il raddoppio dell’allevamento di vacche da latte, a cui segue, seppur in misura minore, il numero di aziende dedicate all’allevamento di manzo, pecora e polli.

Fiore all’occhiello è la provincia di Almeria, nella regione dell’Andalusia, dove si concentra la più vasta estensione di serre per l’orticoltura in Europa. Dei più di 55mila ettari di colture protette, oltre duemila sono dedicati alla produzione biologica. A cascata, a giovarne è tutta la catena produttiva e i numeri parlano di un aumento di personale del 5,3% con incrementi che interessano tutti i settori: segno positivo per i produttori (4,4%), industriali (9%), importatori (23 %), esportatori (27%) e i rivenditori (17%). La stima è di 39.744 persone impiegate, nel 2005 erano 17.509.

Nei dati presentati dal ministero un’ampia parte è dedicata all’analisi del sistema di controllo a cui sono sottoposti tutti i settori che investono nella produzione biologica. All’interno del programma di monitoraggio è previsto un almeno un controllo all’anno che spazia dai produttori ai venditori. Nel 2016, infatti, sono state effettuate 46.632 operazioni di controllo e sono stati analizzati 4.473 campioni (l’11% del totale). Di questi, solo il 7% hanno avuto esito negativo. Il numero di violazioni è sceso ulteriormente rispetto al 2015:  942 nel 2016 contro 965 dell’anno precedente. Numeri che dimostrano un’elevata predisposizione alla conformità. Dati che mostrano un livello molto elevato di conformità e di rispetto.

giovanni sgobba

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Credits: Agostini Lab Srl