Germania bio

22 Giugno 2017
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BIOLOGICO

Il settore biologico in Germania, anche nel 2016, va per la maggiore. Un trend in crescita che trova conferma nei dati raccolti e trasmessi dall’Associazione nazionale tedesca per l’Agricoltura Biologica (Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft e.V) in riferimento alla coltivazione e alle vendite di prodotti bio, come frutta e verdura.

Secondo Peter Röhrig, amministratore delegato del BÖLW, oltre il 70% dei tedeschi opta per il bio: un numero di persone sempre più in aumento che è disposta a comprare prodotti biologici, pagando anche di più pur di salvaguardare l’ambiente, aver cura per la propria salute e garantire un trattamento rispettoso degli animali. Sette tedeschi su dieci, dunque, hanno nelle proprie abitudini alimentari e di vita un’attenzione sull’universo bio, un traguardo che riconosce e premia il lavoro dei produttori attenti a rispettare gli standard consoni nell’allevamento del bestiame, nella coltivazione delle piante evitando l’uso di pesticidi chimici e nell’utilizzo di tecniche di lavorazione non nocive. Il sistema bio che si è creato in Germania, la sinergia tra produttori e consumatori non può passare inosservata agli occhi dei politici: Peter Röhrig, dirottare la direzione del settore agricolo e alimentare in direzione organica dev’essere la nuova sfida per la politica tedesca.

Anche perché è di 9,4 miliardi di euro il fatturato derivante dalla vendita di prodotti alimentari bio all’interno del mercato tedesco: un giro d’affari che segna un balzo del 9,9%.  La vendita al dettaglio rimane il canale prediletto dai consumatori con un 58% che testimonia incremento del 14,6% rispetto al 2015; un gradino sotto, invece, le vendite nei negozi che costituiscono il 30%, mentre la vendita di prodotti alimentari biologici per e-commerce o in macellerie, fruttivendoli e mercati  rappresenta il 12% del totale.

Proprio dalla vendita online arriva un’importante novità: la catena distributiva tedesca Tegut ha deciso di appoggiarsi alla rete di Amazon per commercializzare e consegnare a casa dei clienti i propri prodotti alimentari. Un food delivery a tutti gli effetti per un totale di circa 5.500 prodotti di cui 2000 referenze biologiche, una prerogativa per Tegut che annualmente ricava il 25% del suo fatturato totale dal mondo bio. Thomas Gutberlet, Ceo di Tegut, nel guardare con positività l’accordo con la più grossa azienda di commercio elettronico, sottolinea la sostenibilità e la garanzia di qualità di quest’operazione soprattutto verso i clienti che possono così richiedere, tra le varie cose, frutta e verdure, ma anche salse, conserve, sottaceti, succhi, marmellate e snack salutari.

Del resto, allargando la lente d’ingrandimento, i dati raccolti nel 2016 dal BÖLW, permettono di inquadrare al meglio l’ascesa del bio in Germania sotto molteplici punti di vista: le aziende agricole che hanno scelto un profilo etico e bio sono aumentate dell’8,6%, per un totale di 26.855 unità. Pressoché identica (+8,9% rispetto al 2015) anche la crescita della superficie destinata all’agricoltura biologica arrivando a un totale di 1.185.471 ettari. Predominanti sono le regioni del Saarland con una quota del 13%; dell’Assia con l’11% e del Brandeburgo con il 10%. Di queste, gran parte della superficie è dedicata alla coltivazione di cereali, in particolare grano e segale, poi mangimi e legumi.

Per quanto riguarda l’ortofrutta merita attenzione la coltivazione in serra  che si sta concentrando sulla specializzazione di alcuni alimenti come l’insalata valeriana, i cetrioli, le rape, i pomodori, i peperoni e la lattuga. Guardando il lato dei consumi, nello scorso anno, in Germania la soglia pro capite di ortofrutta ha superato i 160 chili, un +5 rispetto al 2015. Nell’indagine condotta dall’agenzia berlinese dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (Italienische Agentur für Aussenhandel), i tedeschi mettono nei loro carrelli prevalentemente frutta (88,7 chili in confronto agli 85,5 dell’anno prima) con mele e banane nei primi posti della lista della spesa, seguite dalle arance. Anche la verdura segna una quota in crescita con 71,7 chili a fronte dei 69,6 del 2015, con pomodori, carote e cipolle tra gli alimenti più cercati e richiesti.

Per Peter Röhrig ora la pressione è tutta su Christian Schmidt, ministro federale dell’alimentazione e dell’agricoltura, che deve attuare un’idonea strategia per garantire agevolazioni alla crescente agricoltura biologica. Röhrig, in particolar modo, cita l’esempio di Copenhagen come modello da seguire per la politica adottata nella gestione nelle mense: il 90% di quelle del settore pubblico hanno menù sani e bio senza aver fatto seguire una lievitazione dei costi. La prossima sfida tedesca è arrivare a una conversione bio del 20% delle mense scolastiche, per poi espandersi in asili e ospedali. Un passo etico e istruttivo che la Germania è pronta a compiere.

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Credits: Agostini Lab Srl