Bayer nuova sconfitta in tribunale sul glifosato

20 Marzo 2019
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sostenibilità

Proseguono i processi al Roundup a San Francisco, per la giuria l’erbicida “fattore sostanziale”

L’erbicida a base di glifosato Roundup sarebbe tra i “fattori sostanziali” che hanno provocato un linfoma non Hodgkin – un tipo di cancro – a Edwin Hardeman, la prima persona a citare in giudizio la Monsanto (adesso di proprietà della tedesca Bayer) sostenendo di essersi ammalato a causa dell’esposizione all’erbicida. A deciderlo è stata una giura federale di San Francisco lo scorso 19 marzo, il prossimo passo sarà esaminare le prove per stabilire se la Monsanto potrà essere considerata responsabile per la malattia di Hardeman e quindi decidere l’ammontare dell’eventuale indennizzo a suo favore. I sei giurati hanno preso la decisione all’unanimità, dopo una discussione durata quattro giorni.

Quella di martedì non è la prima sentenza che collega l’uso dell’erbicida al linfoma non Hodgkin. Già lo scorso agosto sempre il tribunale di San Francisco aveva condannato la Monsanto a risarcire il giardiniere Dewayne Johnson con 290 milioni di dollari, sostenendo che l’azienda aveva agito con “malizia” e non aveva informato correttamente sui rischi dell’erbicida, una decisione contro la quale la Bayer ha fatto ricorso, ottenendo una riduzione dell’indennizzo a 89 milioni. I due casi fanno parte dei tre casi leader che saranno discussi davanti al giudice distrettuale Vince Chhabria e potranno essere considerati come precedenti giuridici per i circa 760 casi contro la Monsanto che sono stati traferiti presso la Corte federale di San Francisco da tutti gli Stati Uniti e gli oltre 10.000 in corso nel resto del Paese.

A partire dalle prossime udienze gli avvocati di Hardeman dovranno produrre le prove che ipotizzano la responsabilità della Monsanto (e quindi della controllante Bayer) nell’aver tentato di influenzare la ricerca scientifica per negare la pericolosità dei loro prodotti. Il giudice Chhabria ha acconsentito alla richiesta del gigante della chimica di dividere il processo in diverse fasi, in questo primo segmento i giurati dovevano decidere se l’erbicida potesse essere considerato pericoloso per la salute del querelante. In un secondo momento dovranno giudicare la condotta dell’azienda nella commercializzazione del prodotto: un fattore decisivo per stabilire l’eventuale responsabilità per la malattia di Hardeman.

La compagnia tedesca ha fatto sapere di essere in disaccordo con la decisione iniziale della giuria e di essere fiduciosa che “ le prove nella seconda fase dimostreranno che la condotta della Monsanto è stata appropriata e che la compagnia non sarà considerata responsabile per la malattia del signor Hardeman”. La compagnia afferma di “credere fermamente che la scienza confermerà che gli erbicidi a base di glifosato non provocano il cancro”. I legali di Hardeman, invece, hanno commentato così la sentenza: ”Adesso possiamo concentrarci sulle prove che la Monsanto non ha avuto un approccio responsabile e oggettivo sulla sicurezza del Roundup”.

La reazione dei mercati alla decisione non si è fatta attendere, nella mattinata di oggi a Francoforte il titolo della Bayer ha perso il 12,5%: il timore è che questa sia solo una delle prime sconfitte giudiziarie che attendono la multinazionale tedesca, che ha già annunciato la dismissione del marchio Monsanto, ormai legato alla cattiva fama del glifosato.

                                                                                                                            Vincenzo Menichella

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