Agricoltura simbiotica e microbiota

14 novembre 2018
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BIOLOGICO

Uno studio per analizzare la variazione della flora intestinale.

La ricerca mira ad analizzare la variazione della flora intestinale dei partecipanti, che per 30 (trenta) giorni seguiranno un regime alimentare con alimenti provenienti da agricoltura simbiotica.

Promosso dall’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (Irst), Irccs, in collaborazione con Università di Bologna, Consorzio Eco-Simbiotico e Coldiretti Forlì- Cesena, consentirà di confrontare i dati dei campioni raccolti nei  trenta giorni precedenti l’inizio del trattamento alimentare, in cui gli stessi soggetti hanno seguito una dieta abituale. “Lo studio – spiega la dottoressa Patrizia Serra, Principal investigator dello studio e Coordinatore Data Manager Unità di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche Irst Irccs – è stato appena avviato dopo aver completato il consueto iter autorizzativo al quale tutte le progettualità IRST sono sottoposte, al fine di garantire la qualità e scientificità dei risultati ottenuti”.

Cuore dello studio, la Valle del Bidente che identifica il primo “Bio Distretto della Val Bidente”. Qui, grazie ad aziende agricole che hanno adottato il sistema di agricoltura eco-simbiotica, ma anche grazie alla sinergia tra le stesse imprese, Coldiretti ed enti locali, si è puntato sulla valorizzazione della biodiversità e del settore agricolo, più precisamente di un sistema di agricoltura sostenibile capace di creare sviluppo economico nel pieno rispetto dell’ambiente. Con questo studio Irst, oltre a contribuire dal punto di vista scientifico alle indagini riguardanti l’alimentazione, prosegue nella sua azione di utilità sociale coinvolgendo, per la prima volta l’intero “sistema territoriale” ed i piccoli produttori agricoli custodi del territorio stesso.

Al centro di tutto – spiega la dottoressa Paganelli, coordinatrice scientifica del progetto per Coldiretti Forlì-Cesena – l’agricoltura simbiotica, sistema di coltivazione basato sull’utilizzo di un complesso microbico costituito da lieviti, funghi e batteri, che in simbiosi con le radici della pianta ne migliorano lo sviluppo aiutandola nell’assorbimento di preziose sostanze nutritive presenti nel terreno. Tale processo, all’interno del quale uomo, animali e vegetali riescono a co-esistere in un rapporto di mutua soddisfazione e in ideale equilibrio biologico, è il principio chiave sul quale si basa il progetto del Bio Distretto della Val Bidente”.

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Credits: Agostini Lab Srl